Stanca, a casa, ripenso

Pensieri. Pensieri in disordine, senza una cronologia, senza altro schema. Questo, il mio racconto di un agosto denso.

Parto, e nel cuore c’è una cosa che voglio più delle altre, ed è ascoltare una canzone dal vivo per vedere che effetto mi fa. Il senso lo colgo comunque, anche se gli Après la classe non la suonano per me. Lo colgo mentre vivo questi giorni strani, nel back-stage di un festival così per caso, comprando cartoline che non ho spedito, fotografando feste e vicoli di paeselli che non conosco, godendo di un cielo stellato così sereno che non l’avrei sperato, respirando una strana energia che mi ributta dentro la solita tristezza e mi fa dare un sorriso al niente, comunque sia andata, sbirciando negli occhi delle persone alla ricerca di qualcosa da carpire, senza mai capire, e sentendomi di troppo. Cerco un senso nelle mie azioni e mi chiudo in me e non mi lascio più andare. Mi confido e poi mi allontano. Mi riavvicino, mentre intanto il sole si è alzato. Lenti a contatto che bruciano davvero. O a tratti sono solo una scusa e piazze piene che cantano e non ti guardano eppure ti senti osservata. Altri sguardi, che ti incantano e ti spaventano. Orizzonti che si aprono e porte che io chiudo. Zanzare che mi mordono e mi tormentano e cavallette che entrano nelle tende.  Stupore, per le stelle che ho contato e i tramonti – e le albe – che ho vissuto. Stupore per i paesaggi incantevoli. Boschi e montagne, campi ancora gialli e campi già pronti per l’aratura, vicoli strettissimi e paesini ricostruiti solo in parte. Strade ripide e freni sgangherati. Nervosismo e voglia di sbottare. c’è chi sbotta, c’è chi non lo fa. e’ questione solo di carattere. e’ un modo di fare. Ballare, così senza pensieri. Rubare tanti scatti. Mangiare due yogurt su un gradino. Tre, certi numeri. Avere voglia di casa e messaggiare con due amiche lontane. Riflettere, troppo. E desiderare di essere bendata, per provare un gioco nuovo. Entrare in un forno all’alba e sentire il profumo del pane e il caldo del forno che ti riempiono l’anima. Ascoltare storie di guerra e miseria da chi l’ha vissuta, e l’ha scampata. Giocare con qualcuno e, alla fine, sentirlo anche vicino. Mandare un bacio con tramite, perché lo hai lasciato a metà e ti dispiace.  Scoprire che basta poco per parlare. Scoprire la voglia di star sola a pensare. E non parlare.

Seminare, e a volte cercare un raccolto. Avere chi ti vuole bene ma a volte ti rompe i coglioni. E chiedersi se invece è chi ti rompe i coglioni che poi, a volte, ti vuole bene. Non lasciarsi capire, lo so, non aprirsi, non permettere a nessuno di avvicinarsi. E chiedersi quanto vicini arrivano e quanto vicini vogliono arrivare. Continuare a mettere le persone alla prova. Prova di che? poi, parlare con chi ti conosce così poco. Vedere la luce del giorno insieme forse basta? È solo che, parlando di te, pensi di creare un filo che magari non c’è. Ma del tuo sguardo così non ne approfitti, civetti solo un po’ e poi smetti. Giochi a fare Lolita ma Lolita non sei.Ascolti consigli che chiedi e pareri espressi così, che nemmeno volevi. Ti domandi se stai affidando la tua vita a chi, invece, non sa che sta prendendo una responsabilità così, oppure la vita fa il suo corso e un sms inviato o non inviato non faranno la differenza.

Guardi nell’obiettivo che da sola punti verso di te. Vedi i tuoi occhi da orientale, che cambiano colore se c’è il sole, se c’è il mare, se ridi o se piangi. E che guardano un orizzonte senza nuvole che oscurino il tuo cielo.

Torni a casa, dopo questo viaggio. E quello che hai da raccontare, stasera, è che ti senti una duna, che vaga nel deserto senza pace. Questo il senso, al di là delle battute? Gli Après la classe continuano a parlare per me.

 

Vien avec moi Suona lontano un’armonica malinconica Che fa… E la luna e le stelle Saranno più belle su questa città Vien avec moi il solo dono di una musica Magica, sperando Che felice ti farà

No non si può fermare la musica È come il sole che ti illumina Come il fiume và al mar bisogna lasciarsi andar parentesi in musica da qui si aprirà.

sopra un’isola deserta senza alcun tipo di legame con la tua vecchia realtà e correre tutta la notte sulla spiaggia

verso la luna e non pensare a quel passato di realtà lontana senza rumori di città… e poi, restare per ore ed ore ad ammirare tutte le stelle della notte la luna e la sua libertà felice come non lo sei mai stato senza rumori di città

Qui non si sente mai nessuno Qui c’e bisogno di qualcuno Qui c’è bisogno del bisogno del futuro

LIBERO LIBERI LIBERA COME IL CIELO E’ DI NESSUNO NON IMPORTA ESSER QUALCUNO VORREI VOLARE DENTRO QUEL SOLE PERSO NEL VENTO DELL’ISTINTO NATURALE RESPIRANDO PIANO TRA LE LUCCIOLE CHE COME STELLE, IL RICHIAMO DI UN’ALTRA CITTA’ COME CALA LA LUNA SENTO LA MUSICA FORTE BATTERE PER ME PERCHE’ QUESTO L’ISTINTO E’ SMARRISCO E ANCORA MI STUPISCO ABBANDONANDO OGNI SENZO VIVO ALLA MIA LIBERTA’

TRA LE CURVE E LE ONDE VELLUTATE LA VOGLIA ASSAI MALATA CHE TREGUA NON DA

 

Tremo nel vento come un’ultima foglia di un albero spoglio Non un motivo non c’è di agire in silenzio perché non ho più paura di te dei tuoi silenzi di quello che pensi Cade una lacrima Ho solo paura d’amare e ancora una volta di farmi male

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9 Pensieri su &Idquo;Stanca, a casa, ripenso

  1. A me non sembrano vacanze tristi, al contrario sono vacanze stupende, passate all’aperto a guardare e contare le stelle e a divertirsi, cantare, emozionarsi per il forno e il pane caldo della mattina, oppure per il tramonto o l’alba… ad averle fatte io… le mie sono passate fra tradimenti e abbandoni… meglio le tue!!!
    Bart

  2. Bè il tradimento l’ho subito… ed ora sono qui… e nonstante abbia perdonato per quel folle sentimento che si chiama amore… ora mi ritrovo solo e senza la persona che amavo e che amo accanto… sai cosa forse ora inizio a capire quale sia la sensazione di essere traditi… e forse, anzi sicuramente mi pento di aver tradito anch’io in passato, con una differenza quando io ho tradito ho anche lasciato… in questo caso mi ritrovo ancora ad essere fidanzato, ma con una persona che ora mi dice che ha bisogno di riflettere e mi tiene appeso… che brutta cosa l’amore…
    Bart

  3. L’amore una brutta cosa…no, non penso..l’amore è il sale di questa vita un pò sciapita. A volte ce ne cade troppo nel piatto, a volte è troppo poco. C’è chi sa farne a meno, chi invece ne vuole tanto. Non siamo mai soddisfatti. Dobbiamo solo trovare un equilibrio. Un giusto dosatore. E giusto…giusto vuol dire che sappia per chi e per come dosare…

  4. E per il tradimento…bè…quello penso sia un segnale. Qualcosa che non va, un modo per accorgertene. O, magari, per far finta di niente. Comunque, lascia riflettere…solo il tempo spiega e rivela ogni cosa.

  5. Si ma non si può tradire e dire che io voglio ancora stare con te… che ho bisogno di te e che in questo momento voglio cercare di capire cosa è stato a portarmi a fare questo… e poi la cosa strana e che è stato un fulmine a ciel sereno, non può cambiare tutto all’improvviso, se fino alla sera prima mi dici ti amo, mi manchi, torna presto, ho voglia di riabbracciarti, ti lascio due giorni, ritorno e mi dici che hai baciato un altro senza sapere perchè… che però per quella persona non provi niente e che è stato uno sbaglio dettato da una forte attrazione dovuta ad un corteggiamento asfissiante… e ci stai male per questo e allo stesso tempo dici che tieni a me però vuoi avere un pò di tempo per riflettere… mi fanno arrabbiare certe cose… e tutto quello che c’è stato viene cancellato da un bacio dato così senza pensare a quello che si faceva??? allora o mi hai preso sempre in giro o non riesco a capire…
    bart

  6. Che dire? Il punto è che seci tieni a lei e puoi sopportare una cosa del genere…bè, allora lasciala riflettere, dalle il tempo di cui a bisogno…Se invece non puoi…se non riesci a capire…se credi che”il lupo perde il pelo ma non il vizio” come si discorreva poc’anzi con mio cugino e immagini che possa capitare ancora…bè…allora mandala!

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