notte

Festa. Perchè chi supera Ingegneria Sismica va festeggiato. Se poi è l’ultimo esame ancora di più. Voglio esserci, forse non dovrei. E infatti le carte – mentre giochiamo a padrone e sotto – mi tengono esclusa dal gioco quasi tutta la sera. Ma non ho nemici, e bevo quanto basta. Per essere allegra e malinconica, per essere al limite. Quello tra il riso e il pianto, quello tra l’oggi e il domani. Il limite che non supero.

Vile. Sono vile.

Stronza. Sono stronza.

Ammetterlo non è un modo per superarlo. Cambiare è un modo per superarlo. Ma sono una che si piange addosso. Ha ragione chi mi accusa di questo. E di altro ancora.

Dormo. Sogno. Non voglio svegliarmi. Il sogno è la mia realtà, quella che costruisco. Quella che costruirei. Sogno stanotte, sogno l’altra notte. Sogni diversi, persone diverse. Mi sveglio. La realtà non è il sogno. E studio. Cerco, su internet. Non ho capito lo scattering di Mie. Aspetto un’amica per un giro nei negozi.

Consiglio di Facoltà nel pomeriggio. C’è il nuovo Rettore.

Mi sento bene stamattina. Scambio di sms con Rosaria, che centra sempre il punto. E allora, mi lavo la coscienza.

Sono serena stamattina. Così, senza un perchè.

No, non sono più poi tanto serena. Ho riletto il post e somiglia a certi altri post di altre persone. Maledizione.

No, questa sono io. E ‘sti ca**i degli altri.

Sorrido, stamattina.

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