Dovere e piacere

Nonna me lo diceva sempre. Fa’ i compiti, prima il dovere e poi il piacere. Era lì, sullla sua poltrona, con il braccio che reggeva la testa inclinata. Silenziosa, triste. Mi dava le caramelle, all’arancia o al limone, le teneva nelle tasche della sua vestaglietta verde a fiorellini. Io ero la nipote prediletta. La figlia del figlio maschio. Mi raccontava le favole, mi teneva in braccio. E mi insegnava il suo rigore, la sua durezza.

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