problematique

Un prof che parla in modo incomprensibile, non riesco a capirlo.

Compagni che ti danno una mano, che ti offrono gli appunti, che ti offrono un letto.

Imparare ad usare la carta magnetica per le fotocopie. Non poter vergognarmi di chiedere. Doverlo fare per forza. Parlare a gesti. Indicare sul dizionario quello che voglio dire.

Sentire la pioggerella leggera. Una farmacia ad ogni angolo qui. Chissà perchè. Dei giocattoli incredibili, dei prezzi altissimi. Una simcard costa 35€. Ho lo scontrino, se non ci si crede. E sopra ci sono 10 sms, 4.50€ di telefonate. E la ricarica ha una scadenza, proporzionale all’importo, oltre la quale il credito si perde. L’omino della boulangerie che mi regala una quiche au fromage oltre quella che ho comprato. Fanno schifo. Le butto io al suo posto, avranno una settimana. Un negozietto, il prosciutto crudo di parma. Questa la mia cena. Si, il caffè l’ho portato, ma ancora non ho potuto prepararlo. Domani sera, pasta italiana, l’ho promessa a Minh, la vietnamita dove dormirò per un pò.

Tanto da studiare. Francese in primo luogo. Ancora senza un posto. A tratti, un pò di sconforto. Ma, piacevole scoperta, non sento l’ansia. Qui, è tutto slow. Sono slow anch’io. Finalmente. Anche se…bè…non posso che essere me stessa…e il ragazzo algerino mi ha già ribattezzata…"problematique". Je suis une fille problematique!!!

Bonne nuit à tout le monde.

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