Metro

Le rotaie e il rumore del treno. Poi ci sono anche le linee su gomma, un pò più silenziose. Le porte che si aprono automatcamente, nuove sperimentazioni. La polizia, che gira armata ed incute terrore. I cartelloni pubblicitari, la RATP che augura buon anno. Oggi, saper chiedere n biglietto articolando ben benino le frasi. Obliterare, mille barriere. Aspettare. Ieri, i monitor spenti. Oggi, poca gente. Sapere sempre quale direzione prendere. RER B LuxembourgQualche volta sbagliare. Le valigie di chi va in aeroporto. Muscisti con ingombranti strumenti, Quello che disegna. Il tizio col raffreddore. Quella manica rossa che ho sopportato sul mio collo, costretta sui gradini, qualche giorno fa. Il grassone che mi ha costretto ad uscire con lui…non c’era abbastanza spazio. Il bambino nel marsupio, sulle spalle della mamma. Ma se fossi stata io…avrebbe già perso qualche pezzo. Mi incastro sempre…Ho un livido sul braccio, pure. L’odore che c’è nel corridoio per prendere la 2 a Charles de Gaulle – Etoile. Non lo sopporto. Il buon umore che mi torna quando esco dalla RER B a Luxembourg. L’altro giorno, che ho scelto il treno che partiva dopo. Che palle! Il sedile stamattina…quasi quasi cascavo…Cachan, sono entrata senza biglietto.

Il desiderio. Su ogni linea, fermarsi ad ogni fermata. Così vorrei scoprire la città.  

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