Poi esco e finalmente è arrivato il freddo. Porca miseria, che freddo! Amato vento del Nord :)

 Ecco. E’ arrivata. Dopo circa una settimana di depressione profonda e sensibilità acuta, in cui al minimo segno di sentimento – umano e no – mi si stringeva il cuore e partivano le lacrime, ora, nel bel mezzo del cuore della notte (e va bè, sono le sette e quelli della spazztura lavorano già da un pezzo, contribuendo per altro alla mia crisi, ma non formalizziamoci:il sole non c’è, ergo è notte), è arrivata la crisi di iperattività.

Col vento che ha portato l’aria calda mi era arrivata questa insopportabile tristezza intrinseca, e la crisi piagnucolosa difronte ai findanzatini innamorati, a quella che legge il libro, lo finisce e ride sola sola, ai vecchietti affaticati nella metro, ai poveri con cartello "j’ai faim" (che però il cuore me lo fanno stringere davvero),etc etc era inarrestabile.

Ma ora. Lo so, è cominciata ieri nella metro, quando il carabiniere in black – ovvero il sosia del mio carabiniere, versione ho la pelle nera – ha cominciato a guardarmi, tra un rigo e l’altro del suo libro. Il treno non si fermava più, ed io dovevo assolutamente scendere perché non rsapevo più dove guardare e sentivo arrivare la crisi di ridarella. Che, immancabile, ha colpito non appena ho messo il piede a terra.

E’ stato solo l’inizio. La carica energetica mi ha portato a sfogliare nervosamente due riviste. Cenetta rilassante. Pigiama, musica soft (ho messo un po’ di jazz, figuriamoci!). Instancabile, dopo svariate ed inebetenti partite a spider, a mezzanotte circa, armata con la microscopica lucetta che mi ha regalato Babbo Natale ho cominciato a studiare il caso di una piattaforma pertroliera in mare andata a male svariati anni or sono. Consapevole della difficoltà della questione, mi sono imposta la nanna. Facendo i capricci con me stessa come un bambino con la mamma. Si dorme, ad un certo punto della notte si dorme. Mi sono rigirata mille volte nel mio letto arancione senza pace. Un po’ avrò pure dormito. Ma ora. Ora – è passato un quarto d’ora dall’inizio del post, ma è comunque sempre notte -, ora che si fa? La mia mente continua a ripassare e travolgere il programma della giornata e se non fossi così ben educata volentieri chiamerei qualcuno tanto per fare due chiacchiere. Nel frattempo, cerco beatamente di connettermi alle maledettissime reti senza fili del palazzo che sono così strettamente protette. Ma insomma, nazionalisti del cavolo, un pochino di rete a me?!

Vabbè, la faccio finita. Che poi lo so che mi si accuserà di produttività eccessiva (già lo sento, BoldItalic, che è rimasto indietro a leggere). Prendo un post it e faccio la lista della spesa.

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6 Pensieri su &Idquo;Poi esco e finalmente è arrivato il freddo. Porca miseria, che freddo! Amato vento del Nord :)

  1. @ giusno:hai ragione…speriamo che esista…da qualche parte nel mondo…se provi in Cina magari hai più probabilità…
    P.S…Fortunato, dici?!

  2. Produttività decisamente elevata… Mi sto riportando alla pari con gli arretrati, ma dovresti considerare l’idea di scrivere un “riassunto delle puntate precedenti” almeno una volta al mese! 😀

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