Dei gatti e di altre storie

Un pò di energia. Nel supradyn stamattina non c’era. E tra il gusto di aranciata, il caffè ancora troppo caldo e lo yogurt alle fragole comunque non ne ho trovata. Poi le pagine di un libro, mentre la metro è troppo lenta, a ricordarmi chi sono e dove vado. Ma non basta. Perchè chi sono non so dirlo ancora forte. E così mi innervosisco se contraddetta, mi rabbuio se maltrattata e dimentico tutto quello che pochi attimi prima mi faceva gioire e saltellare.  Mi arrabbio. E non c’è termine migliore. Perchè non vengo ascoltata. O, forse, vengo mal interpretata. Sono delusa. Perchè lavoro lavoro. E stavolta, non è servito a nulla.

Ma che ne parlo a fare? In fondo, ognuno ha i suoi guai. E oggi vorrei dire a chi ha ricevuto un’altra, inaspettata, delusione, laggiù in fondo alla discesa, di non prendersela. Non vale la pena…come mi è stato insegnato… Poi. boh. Oggi di cose da dire ne avrei tante. Ma è meglio spegnere il pc, uscire e cambiare aria. Cercando di fare (e saper fare) questo qui:

"Camminare nella città è operazione semplice, vedere e rilevarne i caratteri continuamente cangianti è operazione più complessa, fare resoconti precisi e attendibili […] è operazione di grandissima difficoltà. Rilevare è educare lo sguardo, vedere e far vedere come la città è fatta e interrogarsi sul come potrebbe essere fatta; è osservare in dettaglio i luoghi entro i quali le pratiche sociali si svolgono, […], la loro adattabilità, la possibilità di loro deformazione e trasformazione. Ascoltare è entrare in contatto con le pratiche sociali così come vengono vissute e raccontate dagli stessi protagonisti, coglierne le differenti temporalità, ricostruire microstorie, riconoscere immagini e miti diffusi, annotare ciò che ai diversi soggetti appare come un impedimento al completo dispiegari dei loro progetti individualie collettivi.", da "Prima lezione di urbanistica", Bernardo Secchi, Ed.Laterza. 

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4 Pensieri su &Idquo;Dei gatti e di altre storie

  1. Remarque: oggi ho proprio voglia di mandare a quel paese più di qualcuno. Compresi quelli che continuano – senza vergogna – ad usarti. Che schifo.

  2. quanto hai ragione piccola, ma sai com’è..non ci si abitua mai a questi colpi bassi, anche dopo averne ricevuti tanti..!ma..NON NE VALE LA PENA!!!!!!!!!!!!!!un bacio mamy.
    ps: i colpi bassi fatteli dare solo da zi nicola. papy

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