la poesia non è nell'ostentata bellezza

Ci sono volte che mi sento grande. Vado al supermercato, torno con le dita rosse per le buste, ho comprato qualcosa pensando non solo a me. Magari poi un aperitivo, al fresco di Parigi al tramonto, in uno dei posti più francesi che conosca, con quei proprietari che forse sono cambiati, o forse sono sempre gli stessi, li’ dove non si accettano carte di credito e le ragazze sono un po’ tutte Jane Avril e c’è un barboncino nero. Un anice, una bottiglia d’acqua, un tulipano un po’ sfiorito in un bicchiere e tutto fa primavera che scoppia. Poi mi sento svegliare per un piede, e goffa come sempre mi giro nel letto sotto il piumino e un bacio, buona giornata, ripenso alla busta con cui è entrato. Avendo comprato quello che un attimo prima volevo scendere a comprare.

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