E’ stata un’immagine che si è formata nella mia testa, nei giorni del mio ritorno, guardando il tavolo della bella – e ancora nuova – cucina devastato da mille oggetti che ne occupavano la superficie e non c’entravano niente col contesto.
E’ stata l’immagine di una vecchia zia di mia madre, con i capelli bianchi e disordinati, una vestaglietta nera e le braccia rugose, piccole, con le vene in evidenza. Il suo tavolo, la luce che veniva dalla veranda, e le briciole che vivevano quiete come se nessuno le vedesse.
E’ stata l’immagine della mia efficientissima mamma che invecchia, e che non è più quella di una volta. O, forse, è più forte la somiglianza con la zia che con me.
E’ quell’immagine che ricorre ora troppo spesso e mi rende nervosa. Come se non sopportassi il disordine.
Invece, forse, è solo l’idea che il tempo passa e mentre mamma invecchiava io non ero qui. E non so come si fa.
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