Non so amare.

"Di per se stessa" disse "la sofferenza non è mai sufficiente. Ci sono casi in cui una creatura umana resiste al dolore anche in punto di morte. Ma per ognuno c’è sempre qualcosa d’insopportabile…un qualche cosa del quale non si può sostenerne la vista. Il coraggio e la paura non c’entrano per nulla. Se si sta precipitando dall’alto non è vigliaccheria afferrarsi a una fune. Se si viene a galla da profondità marine, non è vigliaccheria riempirsi i polmoni d’aria. E’ soltanto un istinto cui non si può disobbedire. La stessa cosa succede con i topi. Per te, essi sono intollerabili. Sono una forma d’oppressione che tu non sapresti tollerare, anche se volessi. Tu farai ciò che si richiede da te."
" Ma che cos’è, che cos’è? Come lo posso fare se non so che cos’è?"
[…]
La gabbia era più vicina. Gli si stava sempre più avvicinando. Winston udì un seguito di acutissime grida che sembrava venissero emesse nell’aria, al disopra del suo capo. Ma lottò furiosamente contro il panico. Pensare, pensare, fino all’ultimo minuto…pensare era la sola salvezza. A un tratto la puzza disgustosa di quelle bestie gli colpì le narici. Una profonda convulsione di nausea avvenne dentro di lui. E fu sul punto di perdere la conoscenza. Tutto era diventato nero. Per un attimo, smarrì la ragione e si ridusse null’altro che una bestia urlante. Ma poi riuscì a emergere dalle tenebre tenendosi aggrappato a un’idea. C’era un modo, e un modo soltanto di salvarsi. Doveva interporre un altro essere umano, il corpo di un altro essere umano, tra sè e i topi.
[…]
La maschera gli aderiva alla faccia. Il fil di ferro gli grattava le guance. E allora…no, non era sollievo, soltanto sperranza, un sottilissimo filo di speranza. Troppo tardi, forse, troppo tardi. Ma aveva capito, di colpo, che in tutto il mondo c’era una sola perrsona alla quale avrebbe potuto trasferire la sua punizione…un solo corpo ch’egli avrebbe potuto interporre tra sè e i topi. E si trovò che urlava più e più volte, preda del parossismo:
"Fatelo a Julia! Fatelo a Julia! Non a me, a Julia! Non me ne importa niente di quel che le fate. Laceratele la faccia, rotetela all’osso. Non a me! Julia! Non a me!".

1984, George Orwell

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