struzzo

Sono scesa a far colazione. Tutti erano a tavola, nella cucina nuova. Mi sono sentita strana, a tratti un pò intrusa. Perchè, è vero, li ho guardati con stupore e meraviglia, mi sono ritrovata a pensare che si, è questo il senso della famiglia che mi appartiene, e che, tuttavia, non sarei mai capace di vivere davvero.
In effetti, da quando c’è il tavolo nuovo, la colazione è molto più serena per me. Mi siedo, accendo la tv, a tratti parlo con mamma e tra le righe le racconto i miei disagi più profondi. Le delusioni, le speranze. Non so se mi faccio sempre capire, ma lei mi ascolta. Comunque, la nostra è una famiglia troppo piccola. Non c’è mai il tempo della colazione e io tendo ad eliminare anche tutti gli altri spazi di aggregazione. Forse perchè, a casa, ho davanti tutto quello che realmente sono e tutto quello che realmente non vorrei essere. Uno struzzo. Si.
Mangio in silenzio la mia banana e bevo il mio actimel alla fragola. Oggi ho voglia di fare molte cose. Costruire me stessa, magari, lo farò domani.
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