Seduti sul bordo della strada, Pont Cardinet, il ritmo della musica è toccante e così, calzante alle immagini che scorrono simmetriche.

E’ il calore dei fuochi delle Tuileris.



E’ il suono che risuona nella Madeleine,

 

E’ la gente per strada, è Parigi magnifica e grande, percorsa a piedi, percorsa in bici nell’ultimo tratto, quasi a casa. E’ Parigi, una crèpe alla nutella, un toast au chèvre chaud. Parigi che festeggia il rugby, turisti che si lasciano incantare e stranieri che chiedono come arrivare a Gare du Nord. Parigi, una notte limpida, Parigi, i miei passi accanto al Louvre.


Cazzo, è grandiosa. Parigi, mano nella mano. Parigi, siamo stanchi. Parigi, i gatti. Parigi, una coperta comprata chez Castorama un anno fa, che fatica trascinarla dentro Chatelet Les Halles. Parigi, un coca-light, Parigi, Parigi non ho voglia di partire, Parigi, rue Caulaincourt. Parigi, l’autobus, che è meglio il 95, così non si cammina a piedi, Parigi, la treize è la linea triste. Parigi. Che poi, magari, è soltanto un au revoir.

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4 Pensieri su &Idquo;

  1. Non sono mai stata in Francia ma da sempre quando mi viene posta la domanda “in quale epoca ti sarebbe piaciuto vivere” rispondo senza esitazione… In Francia intorno agli anni 30 40, nel quartiere degli artisti, in uno di quegli alberghetti malfamati, colmi di delinquenti e prostitute ma che alla fine racchiudevano tanti artisti…

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