quest'anno le vacanze sono cominciate così, bene

Io lo stress da acquisto di Natale proprio non lo capisco. Sarà che mi sono pacificata l’anima con dei regali assolutamente perfetti senza scervellarmi troppo e che ho deciso che la persona per la quale non mi viene in mente nulla, non avrà un regalo, visto che sarebbe una inutile forzatura, ed io non voglio fare la fine di mia zia che continua a fare regali solo perchè così è comandato (si sappia, mi brucia ancora che all’ultimo onomastico, giusto qualche giorno fa, mi è stato gentilmente offerto il terzo portagioie in quattro anni, sempre dalla stessa persona, probabilmente con una variazione sull’occasione del regalo, tipo compleanno-onomastico-natale giustappunto), ma voglio che sia un piacere per me e per chi riceve. Indi per cui, in questi giorni nemmeno il traffico mi ha dato fastidio. Non nella misura in cui ero consapevole che uscendo l’avrei trovato. Ma io quelli che stanno là e cominciano a strimpellare ed esaurirsi, e poi ti tagliano la strada e ti rubano il parcheggio etc etc volentieri li ucciderei. Porca miseria, relax!!! Che poi, in effetti ripensandoci c’è stato un traffico che mi ha snervato…ed è quello dei carrelli, che mi infastidisce in genere sempre, ma in questi due giorni avrei tanto voluto inserire un, che so, razzo nel carrello e partire selciando vittime a destra e a manca, gettando i peggiori carrell-autisti in mezzo al pesce morto che mal-olezza. Perchè non è possibile quella confusione disordinata (e lo so che confusione e disordinata in fondo è dire la stessa cosa ma bisogna rafforzare il concetto), peraltro peggiorata dalle temperature polari che si trovano in certi supermercati (dove ho incrociato anche il signore del tempo del Tg3Basilicata, che faceva la spesa con la mamma (?!)) e dove se non urli "PERMESSO" a caratteri cubitali resterai incastrato in una corsia a lungo, fin quando la signora con la pelliccia, accompagnata dal signor marito non deciderà quale pacco di pasta comprare, dopo una lunga disquisizione su quanto il pacco di pasta possa incidere sul bilancio familiare (che detto da una con la pelliccia mi fa veramente sbellicare dalle risate ah ah, ma è tutta questione di priorità: non si dica mai che una potentina media non abbia una pelliccia, da sfoggiare nei giorni di vacanza mentre fa la spesa ad un certo supermercato dove si risparmia, perchè lei è una che ci bada a queste cose, mica sperpera).
Vabbè sto divagando.  In fondo quello che volevo dire è che nel traffico sono stata rilassata (laddove per traffico si intende solo quello su strada, e non quello su corsia da supermercato, ribadiamo, che c’ho pure io le mie fisse), ma la testa ce l’ho comunque fra le nuvole. Tant’è che ieri sera mi sono ritirata e non avevo il cellulare. E checchè ne dica chi mi taccia di eccesso di alcool, ricordavo benissimo che l’avevo in mano quando ho pagato (o_O) la birra e la caipiroska alla fragola consumate (e qui ci vuole una degna digressione: non è che mi sia alcolizzata, non ho finito nè l’una nè l’altra, la prima perchè non mi piaceva, la seconda perchè non mi andava, ma l’avevo scelta perchè era da ormai lungo tempo che non ne bevevo e avevo voglia di scoprire se fosse ancora -e si, lo è – il mio cocktail preferito e poi bisognava davvero brindare ad una serata bellissima, in cui ho ritrovato qualcuno che mi sembrava perso, e invece no, è sempre là, com’era, e sono andata a dormire a cuor leggero), perchè il Winnie the Pooh attaccato al cellulare si era incastrato nella cerniera del portamonete. Dunque là ce l’avevo. Quando sono arrivata a casa, mi sono accorta che mi mancava, ma era troppo tardi e soprattutto mi richiedeva troppo sforzo perchè per auto-chiamarmi avrei dovuto sapere a memoria il mio numero e no, non lo so (argh, ora l’ho imparato, ed è bellissimo, dentro c’è pure l’anno mio di nascita!!) o comunque il numero degli amici con cui ho passato la serata, sospettando – come poi si è rivelato – di averlo lasciato cadere in macchina, nel continuum di risate che mi ha accompagnato fino al cancello di casa.

Epilogo: il cellulare lo recupererò ad ora di pranzo. Ora vado a cercare un regalo, l’unico di cui non sono convinta, ma che ho davvero voglia di fare. Poi mi preparerò spiritualmente all’arrivo del parentado che per ora è in autostrada, ancora a taaaanti km da qui, e alla cucina dei dolci tipici, che si consumerà (la cucina ed anche i dolci, che cucinando mi viene fame) nel pomeriggio. Infine, passerò la mia vigilia con lo zio preferito, e di questo sono felice. 

P.S. Sto litigando con i font, ultimamente, prometto che tra il pomeriggio di cucina e attesa cercherò di dacidere una volta per tutte. E preparerò pure i miei auguri di Natale..

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