non so

Fine gennaio piena di sole, mi sveglio e sono di buon umore. Lavoro di buona lena, dormo pochissimo. Mi sposto, ritorno, parto e vado, e ancora. Il ritmo è segnato dai caffè che bevo. Amari, perchè è tempo di cercare le ossa che non sento. E la sera, una tazza d’acqua calda colorata, effetto placebo, per rilassare i nervi e distendere il corpo. E le persone intorno, le vedo, quelle più vicine che si affannano alla ricerca di un senso e chi mi osserva e vede quello che sento, e domanda, ma non voglio dare risposte. Già una volta ho sentito ed ascoltato a lungo parole che non mi calzavano bene, fuori taglia. E poi, quest’inquietudine, e investimenti su di me, ed io che non ne ho voglia. E l’ultimo corso che seguo, è rimasta una lezione, e mi sembra una barriera. Come se quasi quasi davvero non vorrei superare l’esame, per sapere – ed essere certa – di essere studente ancora un pò.
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