Liberez le Tibet

Di quel ragazzo con li occhi chiari che gridava e sul suo zaino chiedeva dove va il mondo, e di quel signore che alzava il pugno e poi osservava che avevo freddo, di quella donna a cui hanno tolto la bandiera.


Di quel gruppo che si é infilato nel cantiere e da li’ ha issato la sua bandiera, di quella ragazza che non aveva più voce e continuava ad urlare forte -liberté d’expression liberté d’expression-


Di quella bandiera che ha sventolato da una finestra dell’Hotel de Ville

 


E di quel flic scortese -qu’est-ce que vous voulez, c’est notre travail – e di tutti quegli altri armati fino all’osso che correvano di qua e di là.


Di tutto questo ho osservato oggi e sono triste.

Annunci

Un pensiero su &Idquo;Liberez le Tibet

  1. “Once
    I had a mountain of my own
    With moss and walls and magic
    And a mighty view

    A forest of my own
    Listening to me
    Showing me its secret paths and trails
    Green with depths and sleeping sunrises
    Thorns that never cut
    My feet and face

    A pine of my own
    Offering a seat in the sunset
    Painting windy pictures

    Arabesques
    Of fortune and forever
    Too large to fit
    Even in a child’s pocket

    Now
    Arabesques of forgetfulness
    Are left to burn holes
    In my white tapestry and fungible wallpaper

    Once
    I had a world of my own
    It is still there
    Only
    I am gone”

    Pain of Salvation – Falling (The Perfect Element Part I)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...