bonheur possible (pas sur)

Voglio darti l’abbraccio fraterno del samurai.
Quelle parole ebbero su di me un effetto atroce.
Ero così felice di rivedere quel ragazzo,
ma in quell’istante fui sopraffatta all’improvviso
da un’emozione insopportabile.
Mi buttai tra le sue braccia
per nascondere le lacrime che mi salivano agli occhi.
Lui mi strinse, io ricambiai la stretta.
veva trovato le parole giuste. […]
Eravamo dunque questo, Rinri e io:
l’abbraccio fraterno del samurai.
Tanto più bello e più nobile di una stupida storia d’amore.
Amélie Nothomb, Nè di Eva, nè di Adamo


Di tutto quello che avrei da dire, di tutte le cose che penso, di tutti i sentimenti confusi che provo, forse in quelle pagine ho trovato le migliori  parole che io possa pronunciare.  Le scelte sono difficili, e non mi basta l’ELECTRE che ho imparato ad usare per affrontarle. Ogni volta, non so soppesare le cose. Ogni volta, ho bisogno di ripensarci e tornare indietro e ripetere i miei ragionamenti, i ragionamenti alla Lu’, e non sapere mai se sono giusti. Poi, aspetto all’altro capo del telefono che si decida per me, ma in questa libertà che mi è stata data – ed ad un certo punto ho smesso di vedere – ogni scelta è mia, e devo esserne responsabile. E’ doloroso, è necessario. E’ stato il tempo di decidere dopo tutte le tisane che ho bevuto.

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