Condizioni al contorno

Il sole che entra dalla parete a vetri ed il silenzio di nuotatori solitari. Nessun vocio, il rumore dell’acqua e l’odore del cloro.

Mi concentro sull’allenamento, calcolo il tempo, conto le bracciate e mi accorgo che il problema è mal posizionato. Il corpo è contratto, la mia attenzione distratta.

Cerco di spingere lo sguardo sul fondo,mi affatico e mi spavento.

L’acqua, ancora estranea, l’ambiente inconsciamente ostile,  il corpo teso.Non demordo, e ci riesco.

Rivedere il problema, dall’inizio, verificare le ipotesi. Barrare, riscrivere. Solo io, al centro.  Respirare, muovere, controllare, lasciar andare.

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