in ordine sparso

Il treno corre veloce, attraversa l’italia verde verdissima, passa accanto al mare. La gente si alterna intorno a me. Mi raccolgo su me stessa, infreddolita, l’aria condizionata è troppo forte. Leggo, tutto il tempo, con lo zelo necessario per arrivare alla fine del viaggio con il libro finito. Mi fermo a pensare al mese che mi aspetta, forse troppo denso di cose. Mi fermo a pensare ai mesi trascorsi, al punto scelto per poggiare i gomiti sul tavolino e fare i conti.

Leggere, partire, osservare il corridoio e, a tratti, creare un nido. Nuovi contatti, confrontarsi. Scoprire le cose belle che si possono fare, ed i kilometri e le attese. Un nuovo strano ed atipico desiderio di progetto, prendere le misure e disegnare. Condividere momenti difficili ed annusare odori che non si vuole mai più percepire, avere pazienza, e non vedere l’ora.

Stringere alleanze,potrebbero essere svolte, patti veri, e allora bisogna crederci, ed essere sempre sincere. Chè siamo romantiche, e vogliamo investire nei sogni, e nella forza.

Sentirsi dire a notte inoltrata che ora che sei una brava persona, puoi continuare ad esserlo, convenire che forse è questo crescere.

Arrivare, poi partire ancora, con fatica, ma senza stanchezza.


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