aprile sul finire.

Scorrono i giorni, e mi sembra ieri che ho chiuso la valigia e ho spostato le mie cose. Lasciandomene dietro ancora un bel pò, forse per tenermi dentro due spazi e lasciare che il passaggio fosse più flou, più graduale, meno scontato e meno diretto. Intanto, però, i giorni sono passati ed ancora mi sento in questo stato flou, indefinito, sospeso nel tempo.
Tempo dei trent’anni che scorrono, della giornata che deve essere produttiva, del ritmo dell’attesa dell’autobus e del supermercato che chiude e mi lascia senza il latte. Tempo di un nuovo tempo che si prepara per me, per noi, e che richiede attenzione, energia, divertimento, ma a cui non riesco a dedicarmi perchè distratta dal pensiero, martellante, di rimanere in questo fluido sospeso senza limite.
Già, in fondo vorrei solo un limite, e riuscire a dire “ci sto dentro, non ci sto dentro”. Vorrei un limite per mettermi alla prova, e poi liberarmi per sempre. Vorrei un limite per dirmi “ok, ci ho provato, ma non è questa la mia strada”. Ecco allora che poi arrriva l’altro pensiero. quello del poi. Finito questo tempo sospeso, deve arrivare quello delle decisioni. Quello del tempo nuovo, non più solo mio, in cui devo sapere chi sono e cosa faccio.
E allora ogni mattina sarà sempre uguale a se stessa, avrò sempre il broncio e non sarò mai allegra e gioiosa. Ho pensato che forse per svegliarmi dovrei lasciare che parta la musica, una bella musica gaia, e mi dia energia, ma forse neanche questo servirebbe, perchè io, in fondo, non sono gaia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...