Tingola per te

Sembra già molto reale, con la tua pancia che di tanto in tanto si muove di moto proprio ed oscilla da sinistra a destra e da destra a sinistra come un budino su un piatto nelle mani di un cameriere inesperto. Poi, mentre ti riposi tra un non-finito e l’altro di Rodin una bambina sussurra al suo papà, guardandoti di sottecchi, “papà c’è un bimbo nascosto nella pancia”. Così ti costringe a guardarti negli specchi della Sala delle Cariatidi e ti obbliga a confermare che sì, è proprio nascosto lì dentro. Intanto, continuano a passare i giorni ed all’improvviso, se provi a contarli, puoi dirti “due mesi e non sarà più nascosto”. Che effetto strano quest’attesa, questa cova che ti trasforma e ti obbliga a fermarti e mentre guardi come ti trasformi fuori cerchi di capire come ti trasforma dentro e non riesci a capirlo e cominci solo a desiderare di conoscerlo.

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