Storia Clinica di Un PC

  Tutto cominciò quando, all’improvviso,si accendeva con lo schermo nero. Lunghi periodi di questo sintomo inesplicato, e al momento di farlo vedere, sintomo scomparso. Ora da un sacco di tempo non si manifesta ( e speriamo continui a non farlo).

Poi cominciarono i contatti: prima il tasto R poi le casse. ll tasto R oggi funziona, le casse no!

 L’alimentazione: i contatti anche al cavo. Cercando contatto, appunto, il cavo si è incendiato. La batteria era attaccata, e da allora, con il nuovo cavo, spesso va in conflitto, per cui, QUANDO IL PC E’ ACCSO, O LA CORRENTE, O LA BATTERIA. Se insieme, il pc potrebbe spegnersi all’improvviso misteriosamente.

Veniamo all’ultimo sintomo: la (probabile) ventola. Il pc, da un po’ a questa parte, all’avvio crede di essere un trattore, o una mucca, o qualunque cosa che fa molto molto molto rumore (che non si può lavorare).  
Ci saranno gli spiriti dentro?

dei piatti, degli elettrodomestici e del sapone sgrassante

Lavavo i piatti a mano ieri dopo pranzo. Voglio dire, non sto qui a vantarmi del fatto che ogni tanto do’ una mano in casa, assolutamente, anzi ammetto pure di essere nata pigra, ma comunque, il fatto che lavavo i piatti è la necessaria premessa. E si’, perchè mentre sgrassavo e sciacquavo e chiudevo l’acqua e riducevo al minimo il detersivo (sostenibili, ricordiamocelo) ho cominciato a pensare che mica tutti amano lavare i piatti e mica tutti amano la lavastoviglie. Già. Mica tutti usano l’elettrodomestico (la realtà è che stavo scrivendo "mica tutte le donne usano" ma questa consapevolezza inconsapevole che in cucina ci siano le donne mi uccide e mi dilania, quindi cerco di sforzarmi e mi correggo), ma ancora un sacco di gente lava i piatti a mano. Ci stanno anche quelli che conservano l’acqua della pasta, calda, per mettere i piatti a bagno e risparmiare (o_O) . E poi, c’è quella cosa fantastica che si sceglie il lavandino ad una o due vaschette e si badi bene, che una vaschetta cambia completamente la vita. Vuoi mettere con una vaschetta soltanto oppure due, con una dove lasciare i piatti insaponati, un’altra per sciacquare. E poi, quanto spazio accanto? Usare il gocciolatoio (ma si chiamerà così), avere un cestino per le posate, di quelli che hanno un pò di buchi sotto, così l’acqua in eccesso scivola via. Etc etc. Si, pensavo proprio tutto questo, pensavo che da quando abbiamo la doppia vaschetta, lavare i piatti è proprio una figata, eh, e quindi mica mi dispiace farlo. Certo, se riuscissi a fare in modo di avere i piatti nella vaschetta numero uno già ordinati ed impilati come piace a me, in modo che possa lavare prima i bicchieri, poi le posate, ancora dopo i piatti ed infine le pentole, bè, allora si che ne farei un mestiere! . Ad ogni modo, la questione centrale resta la lavastoviglie. E’ un elettrodomestico fondamentale, e quanto più è grande, tanto meglio è: una ragione in più per invitare taaaaanta gente a cena  e cacciare il servizio buono di piatti. Ora, a noi la prima lavastoviglie ce la regalò mia nonna e ne ha combattute di battaglie la battagliera, prima di essere degnamente sostituita da una sorella di moderna generazione per lo stesso numero di coperti. Che poi diciamocelo, nè l’una nè l’altra, entrambe spacciate per "silenziose" , lo sono realmente. un bordello sufficientemente fastidioso, ma altrettanto gradevole l’aiuto reso. Ora, il punto è mi si può domandare che senso ha una lavastoviglie per una famiglia di tre gatti, come siamo noi, ed è giusto, e figuriamoci se io mi metto a caricare i piatti di noi tre soltanto!! La vera utilità però c’è, ed è evidente, quando la famiglia si riunisce, e l’ordine di grandezza del numero di piatti è enorme. D’altra parte:

a. salva le mani da lunghi tempi di spugnatura.
b. salva le mani da lunghi tempi di spugnatura con annessa aggressione chimica da detersivi sgrassatori.
c. salva il tempo, e mentre lei gira, ci si può preparare anche un caffè.
d. funge da sauna quando la apri ed infili la capoccia per vedere come son venuti i piatti ed il vapore ti abbraccia e stermina i punti neri.
e. se la fai girare di notte (ma non è che ne sono sicura, eh) risparmi energia, e vuoi mettere quanto detersivo si risparmia? con la pezzolina ogni due-tre secondi sembra di aver bisogno di altro gel verde!!
f. si, questo è fuori di ogni dubbio: presente l’odore maledettissimo e vomitevole che spesso resta sui piatti, soprattutto dopo che questi hanno avuto contatti con l’uovo? bene, la lavastoviglie è la nemica numero uno della puzza da uovo, ed è quella che raggiunge risultati migliori (ma ci sono ampi margini di miglioramento possibile)
g. io la lavastoviglie la amo. Qui lo dico, e non lo negherò, ma continuerò ad affermarlo a voce alta. E’ alla lavastoviglie che devo il salvataggio dalle lunghe appendici dei pranzi di famiglia che durano troppo e troppo velocemente si infiammano e diventano appendiciti da operare d’urgenza. Chi potrà mai ribellarsi allo zelo di una fanciulla che vuole aiutare e si occupa dei piatti?

l'asciugatrice

no, n on è un elettrodomestico con cui ho confidenza. Ma cazzo, ne ho bisogno.

se no, come mi vesto? mica posso fa’ Madre Natura! (che poi mi viene il raffreddore)

Insomma, il punto è: torno lunedì sera alle 23 passate da Paris, carico e faccio andare subitissimo una lavatrice, preoccupandomi anche di limitare così il dispendio di energia (che anima sensibbbbile), ma soprattutto sperando di recuperare presto prestissimo il mio guardaroba (ovvio, era tutto da lavare, che io sono una fanciulla pulita). L’indomani mattina il tutto viene steso e tenuto nella stanza disabitata, causa cane in fase di crescita che morde qualunque cosa si muova, ivi compresi – e sopratuttto – i panni stesi e profumosi agitati dal vento. La finestra rimane aperta e intanto, comunque, il cielo butta giù un intero bacino idrografico (si lo so è un affermazione assolutamente ingiustificabile ma rende l’idea della quantità d’acqua caduta nei giorni scorsi).

Passa il tempo, consumo le mie giornate tra gli integrali e le derivate ed infine, allorquando mi sto preparando per uscire, ecco che scopro che i miei cassetti – vuoti – rimarranno tali: e non perchè mi vesto a strati. Niente di asciutto. ‘na tragedia.
Che poi, dico io, ma perchè non propongo di comprarla? Si si, in fondo è utile, in fondo.
Asciugatrice, si si, for president 🙂

E ia, regalatemela! 😛

Microonde…

Sarà l’invenzione del secolo. Sarà che ha risolto i problemi di miliardi di single incapaci di cucinare. Sarà che ha creato il mercato all’iundustria del surgelato, ma io proprio non riesco a farci amicizia. Detesto il rumore che fa, mentre fa girare le vivande. Detesto il ring di fine cottura. E non sono capace di usarlo. Che poi, ieri, lo apro e trovo la pellicola tutta gonfia. Ma sarà stato normale? O qualche giorno fa, tentando di sciogliere un pò di burro per preparare le gaufres, ho sentito un botto e il burro era tutto spiaccicato nel forno. Bah. Viva la cucina tradizionale!

Microonde

Il tostapane

 Vorrei svegliarmi ogni mattina e arrivare fino alla tavola imbandita annusando il profumo del caffè. Prenderei il pane da tostare e lo infilerei delicatamente nel tostapane. Accenderei, aspetterei di sentire lo scatto e prenderei a volo quelle fette così croccanti e dorate. Le imburrerei e ci spalmerei la marmellata della mamma. Accompagnerei così il mio cappuccino appena preparato lavorando di mano con il mio aggeggio per fare la schiuma. Così, sarebbe un giorno migliore.

E la sera, tra un tempo e l’altro di un film, imbottirei un toast con il prosciutto crudo, quello tagliato sottile sottile e così rosa, del formaggio, magari una foglia di insalata o qualche altro vegetale.

Piccoli elettrodomestici che donano piccole gioie… 🙂

La lavatrice

E va bè. La domenica mattina con ospiti a pranzo uno non la può mica passare tutta in cucina! Così, dopo aver smazzato un bel pò (mi sono alzata prima delle 9.00 e non è poco!) con risultati che…vabè, lasciamoli giudicare agli ospiti…dopo essermi stressata alquanto a sentir ronzare i miei intorno…ecco che mi sono un attimino rintanata in camera mia, perchè, smazzando smazzando, e per la precisione preparando le melanzane a funghetto, mi è venuto in mente che…

Ho sempre avuto uno strano rapporto con la lavatrice. Posta lì sotto la caldaia nel retro-cucina, la ricordo così da sempre. Eppure pare che prima ce ne sia stata un’altra. Bah. Nutro profondi dubbi in merito. Comunque. Non sono mai stata in grado di usarla, sebbene mia madre mi abbia più volte dato le istruzioni. In effetti, a pensarci bene, lei non è una grande istruttrice, e salta i passaggi fondamentali (del tipo che a seguire alla lettera le istruzioni per la crema pasticciera verrebbe davvero solo un gran pasticcio, senza alcun ordine negli ingredienti e senza, ovviamente, la minima idea delle dosi precise…). Così, sono arrivata a 24 anni senza aver mai fatto un bucato se non con la sua assistenza. Che poi pare quasi miracolosa, così, tanto che in mezzo a quell’ingarbugliata cucina solo lei riesce a far magie (ammettiamolo pure, ho una cuoca d’eccezione…e allora non chiedetemi perchè sono così..diciamo..rotonda..) e a far venire fuori dei panni puliti. Certo, non tutto oro quello che luccica. E così, da una parte l’invecchiamento precoce dell’elettrodomestico, dall’altra l’invecchiamento – meno precoce, per fortuna  – della mamma, e la frittata è fatta. Ovvero: non potrò dimenticare mai le mie prime scarpe da ginnastica che, lavate con l’acqua calda, sono uscite a pezzi, con la suola staccata dal resto. Nè quella volta che ho deciso di usare la Coloreria, e la lavbatrice, capricciosa, non ha prodotto acqua calda…rovinando inevitabilmente il mio capolavoro di alta sartoria…Infine, per quanto riguarda la quotidianeità…bè, io non ho slip bianchi se non per un paio di volte dopo l’acquisto. Sono tutti grigino….. Il retro-cucina è stato semi-allagato per mesi prima che i miei decidessero che era arrivata l’ora di fare il funerale alla simpatica Candy, che, forse influenzata dai cartoni, non riusciva a trattenere l’acqua come Candy Candy non c’era puntata che non piangesse… 

E così, al mio rientro dalle vacanze, ho trovato una fantastica lavatrice con oblò gigante, e con libretto di istruzioni annesso. Me lo sono studiato e ora non faccio che sporcare vestiti per provare i diversi programmi che si possono fare. E mi è presa pure la fissa degli additivi: quelli in polvere non ci vanno, e in casa c’è solo – liquido – il Napisan, che è igienizzante sì, ma non profuma…e ora guardo tutti gli spot dei detersivi! E poi…la centrifuga…che – causa allagamento -mia madre non usava più con la bonanima Candy…insomma…la centrifuga funziona e i panni escono lavati, caldini (se hai usato l’acqua calda, si intende!) e semplicemente bagnati, ma non grondanti che poi ci vuole mezzo secolo per farli asciugare!

Ora, una domanda continua ad affliggermi: ma se in casa siamo in 3. Tre persone soltanto (abbiamo dei gatti, ma non usano vestiti)…Ma…un oblò così grande, una lavatrice per 6Kg di bucato…ma non sarà megalomania?!?!?!

Il frigorifero

 Già l’ho detto altrove: il frigorifero fa parte del sogno americano. Eh sì, chi non ha mai immaginato una cucina con l’isola in mezzo e il frigo con il succo di frutta nei contenitori che tipicamente in Italia sono destinati al detersivo? Bè, io l’ho sempre immaginato. E d’altra parte avevo pure la cucina di Barbie che contribuiva ad alimentare questo sogno. Ancora oggi, che i miei si stanno decidendo per comprare la cucina, io mi trattengo dal dire loro di farla così, buttando giù un muro e allargandola in modo da poter mettere l’isola. Anche perchè questa casa così grande non ci serve poi a molto, e possiamo pure decidere di eliminare alcune stanze, non se ne soffrirebbe.

Ma più della cucina, l’elemento fondamentale è il frigorifero. Alluminio, con sopra le calamite, che tengono fermi gli appunti sulla spesa e sulle ultime telefonate ricevute – magari col telefono appeso alla parete, come si vede in buona parte dei telefilm americani, tipo Genitori in blue Jeans – . E dentro…Bè, dentro io vorrei che ci fossero tutti quei contenitori di plastica – tupperware, tipo – ben impilati, con i colori abbinati in modo logico – ovvero, gialli per i formaggi, verdi per le verdure etc etc. – e tutto sia semplice da prendere, senza dover cacciare ogni volta mezzo frigorifero per trovare quello che serve. E poi, assolutamente tabù le carte della salumeria – non si può capire quanto io le odi – ma piuttosto tanti contenitori di vetro in cui conservare ben stese le fette di prosciutto crudo e mantenere intatto l’aroma della mortadella senza che lo prenda, in sua vece, il latte aperto. Assolutamente tabù anche i rimasugli. In effetti, preferirei che gli invitati si sgozzassero piuttosto che dover conservare per secoli delle vivande preparate espressamente per loro. Da cui, ovviamente, lo scontro con mia madre, che è totalmente incapace di cucinare per il numero di persone che ha invitato, ma ogni volta prepara per un reggimento. E la frutta. Io lo capisco che l’anguria, una volta affettata, perde il sapore. Ma tenerla lì come la tiene mia madre…Me la mangerei, pur di non vederla, giuro! E l’acqua: ma perché nessuno si ricorda di rimettere una bottiglia almeno ogni volta che ne finisce una? L’acqua calda non la sostengo proprio!
Un po’ impicciosetta?! Eh sì, lo sono. E mentre penso a come impilerei le confezioni, mi viene in mente una scena de "La finestra di fronte": Giovanna, esaurita forse più di me – il confine è dato dalle sigarette che io, per il momento, almeno, non fumo – ha addestrato la figlia a mettere in un certo modo i detersivi per risparmiare tempo…
Ma tranquilli tutti: non ho intenzione di trovar marito, e, di conseguenza, diventare una isterica mogliettina. Piuttosto, perfetta casa da single.Qualcuno, a questo punto, lo so, lo so che direbbe che ho proprio bisogno di una scopata…(per inciso, la stessa cosa che l’amica di Giovanna le dice per tutto il film "Se lo fai bene, fa anche bene"!)