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Il cielo è grigio. l’aria è fredda in casa.

Ma c’è la schiuma al cappuccino e rido guardando la scimmia sulla tazza.

E ho i calzettoni antiscivolo colorati. E gli slip verde speranza.

 

Ascolto un pezzo che mi piace.

L’elefantino siciliano neopotentino mi guarda giusto oltre il pc. E con la sua proboscide verso l’alto mi porterà fortuna.

 

– Le foglie per terra e le nuvole nel cielo mi parlano di amori perduti in un sentiero dove filtra a mala pena una luce fresca e pura la nebbia, dei passi, poi l’immagine è confusa, cammina avvolta in un mantello e si gira, gli uccelli sui rami in un mattino addormentato si svegliano d’incanto con poetiche armonie ricordandomi le notti insonne spese nuove e danze oscure

Ogni giorno ad ogni ora c’è la nuova realtà che vive in funzione delle tue emozioni questa carne che hai prima o poi svanirà ogni giorno ad ogni ora dimmi di sì perché vivo in funzione delle mie emozioni questa carne che ho prima o poi svanirà prima o poi svanirà

Le rime in un poema ci incantano e ci spogliano su un letto di spine dove passano fugaci ardori e un incontenibile piacere cerca il tuo respiro

Ogni giorno ad ogni ora c’è la nuova realtà che vive in funzione delle tue emozioni questa carne che hai prima o poi svanirà ogni giorno ad ogni ora dimmi di sì perché vivo in funzione delle mie emozioni questa carne che ho prima o poi svanirà prima o poi svanirà  (ogni giorno, Le vibrazioni) –

Peccato che splinder sia mezzo morto e non mi faccia postare una foto appena scattata…Vabè. Alla prossima pausa dallo studio si sarà ripreso?!?!

Immobile

E forse ha ragione chi mi dice che in questo periodo non riuscirò a concentrarmi sullo studio nonostante io desideri ardentemente portare a compimento un pò di cose…E così, eccomi ancora, indiana, sullo stesso copriletto verde, mentre fuori piove.

10 09 06 011E’ come se non riuscissi a smettere di guardare la mia finestra, aperta, e pensare che potrebbe arrivare presto il momento di separarmici per un pò…La guardo e la riguardo. Non voglio staccarmi da lei. Vedo i rami della betulla, che forse è morta. Dietro c’è un altro albero, di cui nemmeno conosco il nome. Mi manca già e nemmeno so nulla…Nè voglio dir nulla…

E poi, poi mi innervosisco per piccole inezie…

Vorrei tirar fuori la mia valigia blu ora. 😉