vecchiaia

Nell’ascensore dei ragazzi tipo del secondo anno, mentre parlavano dell’effetto dell’essere brillo/ubriaco con l’eccitazione della prima volta, uscendo mi hanno detto "arrivederci".
Eppure pensavo che il Winnie Pooh attaccato allo zaino e loro non mi facessero sembrare più grande.

scan scan

No, i soggetti strani (esempi qui, qui, qui,qui e qui ancora) non esistono solo lontano. Sebbene sia molto più facile individuarli, si tratta solo del gioco dei numeri. Se però sei fortunato (si, lo so, sto dicendo che sono fortunata. Ma ovvio che la questione dipenda dal puntodi vista: fortunata a trovare i soggetti strani, ecco, è solo perchè poi ci posso scrivere un post, ecco, mica che in senso assoluto lo sia. Solo per i post).
Dicevo. Un soggetto strano è capitato, data la fortuna, da queste parti. Insomma, a dire il vero ci capita spesso. Ormai almeno una volta a settimana viene a trovarci in laboratorio. Poveraccio, mica divertente quello che fa, scansionare vecchie carte enormi ed ammuffite recuperate in qualche buco d’archivio puzzolente e polveroso.
Ma gli tocca, è evidente.
Vabbè, insomma, lui arriva. Poggia lo smanicato grigiastro contenente il giubbino di jeans su una sedia. Va a sedersi su un’altra sedia. Dovessimo mica formalizzarci? Qua quante sedie vuoi. A quel punto mi sposto, dato che il pc da cui si controlla lo scanner (pc senza periferica altra che lo scanner ed un remotissimo cavo di rete che non funziona proprio sempre sempre. pc che, si badi, è di quelli con il case che poggia sotto lo schermo, quasi tipo così diciamo) è proprio sulla scrivania dove lavoro io di solito. Gli lascio il campo, ma ovunque poi mi sposti me lo trovo intorno: prima apre un cassetto per prendere il trincetto. Che ovviamente è sulla scrivania nel portapenne. Poi chiede la custodia di un cd per usarla come riga. E già, ha bisogno di tagliare delle cose (le carte vecchie enormi ammuffite) e siccome l’ultima volta che è venuto non ha trovato nè riga nè forbici, oggi ha ben pensato di venire ugualmente senza nulla.
Però ammetto che ha fatto un progresso: oggi non tuta, ma jeans. Sempre fedele all’odore di casa vecchia e saponetta.

in coda alla cassa

Il bimbo che. con un dinosauro in mano, dice alla mamma "mamma sei la mamma più bella del mondo" e io sorrido, spontanea, e lei gli da’ un bacio, e arrossisce. La signora che decide cosa lasciare alla cassa, non le bastano i soldi: un pacco di guanti invece che due, un detersivo, poi cambia idea ancora, poi, paga e se ne va. La coppia strana, l’istruttrice della palestra e suo marito, che no, non c’azzeccano niente insieme, eppure. L’offerta del caffè e la gente che fa casino là vicino. Il giornalaio, che no, Glamour non c’è, c’è solo quello pocket ed io che gli rispondo che non è pocket è proprio così. E mentre cerco le monete, lui lo infila nella busta. Sorriso abbastanza, pensavo invece che sarebbe stato stress.