mestruazioni for dummies

Ritenevo che il fatto che il mio primo ciclo mi fosse venuto il giorno del compleanno del mio allora giovanissimo amore fosse un segno del destino. E per questo, tornata a casa dopo la sua festicciola, piegata in due dai dolori, senza capire troppo bene quel che succedeva, cominciavo a pensare di aver ricevuto una specie di discesa dello spirito santo. E da allora, l’ho irrazionalmente amato per secoli, ignorando invece che proprio in quel momento, mentre lui compiva tredici anni, ed era ancora un bambino, io (che avevo compiuto la stessa età giusto giusto una settimana prima) cominciavo a diventare donna. Ma no, la realtà è che non lo volevo affatto, e ho continuato a vergognarmi per anni di questa cosa incomprensibile, che mi separava dal mondo dei maschietti con cui – diciamocelo – in generale vado più d’accordo che con quello delle femminucce. Ma loro, no, loro questo non possono proprio capirlo. Se ne escono con quelle battute fastidiosissime riguardo l’acidità e non fanno altro che aumentare il divario. E una finisce che si affeziona alle chiacchiere da bagno in cui ci si scambiano con occhiate complici assorbenti vari e si manifesta una solidarietà indicibile.
E’ che la cosa che mi da’ molto fastidio è dover ammettere che si, sono lunatica, e siccome la luna influenza il ciclo (credo, o qualcosa del genere), etc etc, significa che in fin dei conti il ciclo (si, io lo chiamo ciclo) controlla il mio umore. Cazzo, non assumo droghe perché non accetto di poter modificare le mie percezioni e quattro goccioline antipatiche, puzzolenti e pure dolorose devono condizionarmi così? Lo chock è stato terribile un giorno in cui ho acceso la tv, avevo il ciclo, appunto, e stavo facendo colazione, era mattino presto, e guardando uno spot tipo barilla o mulino bianco ho cominciato a piangere.E’ grave, è destabilizzante! Ed è difficile convivere con se stesse, quando ci si accorge di questa sindrome terribile.Che poi, fossero solo i 5 giorni in cui mi imbottisco di pillole! Eh, no, perché si comincia da prima, con il seno che mi fa malissimo (e non si azzardi nessuno a dire che turgido è sexi perché lo gonfio di botte e quando è turgido lui poi vediamo come si mette), le gambe che sono pesanti manco avessi fatto la maratona di new york il giorno prima, l’umore, incontrollabile, la pelle – che i segni si vedono, voglio dire – e poi, ditemi voi se capita solo a me…io c’ho problemi con i sogni. Se la mattina mi sveglio ricordandomi i sogni (sempre più assurdi), bene, è fatta, sono arrivati i giorni difficili.

Ora, vero che se ne fa questo gran dire, vero che se potessi, mi terrei il mio sangue e stabilizzerei il mio umore, vero che eviterei volentieri di ricevere domande al controllo in aeroporto quando la poliziotta tasta il tampax che c’ho in tasca, e chiede che cos’è (meno male che s’accontenta della risposta, eh), ma alla fine, questo sentirmi donna, questo sapere che in quel sangue c’è il mio corpo che, mancata una fecondazione, si prepara ancora, questo sapere che è un privilegio, in fondo, tutto questo, bè, ancora devo capirlo in fondo, ma così, a pelle, mi piace.

E poi, lo dice pure Eve Ensler che le donne che parlano di mestruazioni si scatenano, e la cosa non ci stupisce, se sono in tante pure le bloggeresse (e qualche maschietto, eh): –>>
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