Sunday morning…

Gli uccelli cantano e la finestra può rimanere aperta, non c’è troppo freddo e quest’aria che entra mi piace. Intanto, sistemo le mie cose, scelgo le borse da mettere in valigia, faccio i conti con il peso massimo da portare via. Avevo voglia di guardare un film e l’ho visto. Ho comprato la pizza che mi piace e l’ho mangiata sorseggiando una birra. Sotto la pioggia con mamma ho faticato a trovare un parcheggio in centro. Fatico ancora a parlarle con calma, contro di lei manifesto tutta la rabbia che ho sempre dentro e che non so da dove viene. Ho intravisto un paio di targhe, riconosciute e girato la faccia. Stavolta ero io a non aver voglia di dire ciao. Ho voglia di partire in silenzio. E allo stesso tempo vorrei fare un gran casino. Mi piacerebbe andare allo stadio oggi. Intanto, ascolto. E non sono proprio d’accordo. MA questo, chi mi ha passato il pezzo, già lo sa.

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E' tardi.

Poche ore ancora. Partirò. Molto da scrivere. Dovrò rimandare. Solo un bacio, a chi rimane nel suo posto mentre io mi allontano, verso Nord.

Caipiroska revival

Incontri antichi ed incontri nuovi. Chiacchierate che si ripetono. Mani sulla coscienza che si passano e ripassano. E che non si cambia mai. Vicoli che mi appartengono, e li osservo stanotte, così deserti. Domani, pieni di gente, forse.

Incontri dopo tanto tempo, che sorrido, perchè io voglio bene sempre. Anche se la mia vista, forse, non è piacevole. Passerà. Il tempo curerà ogni ferita e, come è stato detto "sul lungo periodo"sarà più semplice.

Sorrisi impacciati, a volte fuoriluogo. Perchè non solo una battuta fa ridere. Ma ridere mi piace, sono io.

Percorro pavimenti lastricati a nuovo. Guardo la luna piena di stanotte. Leggo targhe che so a memoria. Chiamo amici da salutare. Non spettegolate, mi si dice. Non tenermi lontana, vorrei rispondere.  Telepatia ed un sms sulla via del ritorno.

Ho voglia di mamma e papà.

Ho voglia di me.   Ho voglia di vivere questa cosa solo per me. E godermi mattine grigie (qui quale regola si applicherà mai? Dittongo mobile o no? Ardua questione…) senza parlare. Canterò, canzoni italiane.  L’iPod è sotto carica. Tornerò. E vorrei trovare una città migliore. Non vedere piccoli bianchi prendere in giro un bimbo nero. Al diavolo. Piccola città, deve crescere.

Amore la parola di stasera. Mi sento piena d’amore. Questo, in me.

piccolo sfogo a mezza sera

E’ che lei non mi capisce. Sono tesa, perchè domani ho un esame e per me è importante. Ma lei non capisce e continua ad assillarmi con quella voce che non riesco più a sentire. E io lo so che sta male. Ma ci sto male pure io, ma che colpa ne ho se così stanno le cose e così devono andare? Non riesce ad essere obiettiva, a capire come comportarsi, perchè altro modo non c’è. Non riesce ad accettare di non poter far nulla. Forse, si sente ancora peggio di come mi sento io. Sicuramente si sente ancora peggio di come mi sento io.  E io che posso fare? Riesco solo ad urlare tutta la mia rabbia. E nemmeno ci riesco. Mi rintano qui su queste pagine ma neanche è giusto, credo, affidare al web questi pensieri così privati. E non ho voglia di sentire nessuno. Non voglio sentirmi dire che sbaglio, che sono scostumata, che sono ingrata. Non voglio sentirmi dire che voglio solo dimostrare a me stessa…come mi ha detto lei poco fa. Non voglio ascoltare consigli non richiesti e non voglio ricevere sguardi di compatimento o di rimprovero.

Vorrei solo vedere come sarà. Vorrei sapere ora come sarà la mia vita. Ho troppa premura per poter aspettare tutto il tempo di viverla. Ho troppa paura di essere delusa da quello che mi accadrà che cerco di tutelarmi pensando al peggio. E penso al frigo vuoto e al silenzio della sera. E sogno tutt’altro. Ma…

Dice che non so chiedere, che dovrei farlo, ma io non voglio chiedere. Io non posso chiedere. Perchè non voglio essere un peso, un disturbo. Perchè non voglio ricevere un rifiuto.

Voglio solo essere libera. Voglio solo un futuro che mi garantisca libertà di movimento. Libertà d’azione. Autonomia. Questo cercherò nelle strade di Parigi, sentendomi libera di essere confusa.

"Io so che non è facile riuscire a proiettarsi nel futuro, immaginare come sarà la vita andando avanti; le scelte che farò saranno sempre più importanti, i dubbi che ho, che oggi sono ancora tanti. E’ necessario che io sia coerente con me stesso per dare il peso giusto e un senso a tutto il resto ed è importante che non faccia cose in cui non credo per non confondermi e dover tornare indietro….Oggi è un nuovo giorno e se vorrò potrò passarlo meglio guardando verso il sole cercando il tuo sorriso al mio risveglio non so cosa farò non mi farò troppe domande so solo che vivrò e questo forse è più importante…." (E’ necessario, Tiromancino)

Vorrei solo un abbraccio in cui rifugiarmi, ora. E sentire che oltre il limite non sono sola.

:D :D :D :D :D

Mounsieur Vanderpooten mi ha scritto:

Bonjour,

Les cours ont commencé lundi 2 octobre et vous n’étiez pas présente.
Quand comptez-vous venir ?

Cordialement

Non è una figata?!?!?!?  Gli ho detto che sarò lì lunedì. Ora mi tremano un pochetto le ginocchia. Porca miseria!

istinto

Una fiction in tv e l’emozione sale. Perchè pensi, rielabori, immagini e ti immedesimi. La luce è forte e il pianto è timido e spontaneo. Poi leggi un piccolo post, qualcosa che non è poco ed è sincero. E senti quel che volevi sentire, quel che speravi di sentire…quello che cerchi sempre e a volte non trovi. Perchè parti, per aver voglia di tornare. Parti per vedere un altro cielo e in fondo al cuore sperare che il tuo cielo sia il più bello. Parti e parti solo. Parti, per capire se sei solo. Parti, per imparare a stare solo.

Parti e la paura non è poca. Parti, e non sai ancora quando. Parti, con i sentimenti che provi, di cui non sei mai avaro. Parti per capirli, parti per scoprirli, parti per dimenticarli. Parti per viverli.

Parti, perchè sei vivo e hai voglia di vivere. Parti, perchè sei vero. E vuoi vedere in faccia il mondo. La valigia è pronta. Va soltanto chiusa. Dentro, un pezzetto di tutti quelli che ho incontrato. In ogni mio giorno, un pò d’amore. Grazie, a chi stasera mi ha donato un pensiero. E non soltanto quello…

colori a matita strade lontane

Autunno assolato. In macchina c’è caldo. Torno a casa, ri-esco. Un pò di commissioni. Passo a scuola da mamma. Così colorata, con quell’odore di colori a matita. Così piccoli quei giubbottini al muro, fuori dall’aula. Impronte piccine. Vorrei tornare indietro nel tempo.

Oggi ho un pò paura. Studio senza concentrazione. E’ tutto così confuso. Sarà una vera prova per crescere, ti vedo così decisa. Le parole brevi e sicure dello sguardo cristallino del manager didattico.

E i costi. Ah, quanto costa Paris. Ma sarà un prezzo che varrà la pena di pagare, perchè, al di là della moneta, mi renderà più forte, più consapevole. Forse, più pronta a sapere cosa voglio da me e dalla mia vita. Anche se in questo momento vorrei solo stare con mamma.

E poi, poi un regalo di due amici, che così, mi dicono "Va’ e fa’ quel che devi" e mi sono vicini. E poi, poi sguardi che non capisco, parole che non sento e vorrei sentire. Boh. Che aspettarmi? E’ il tempo di concentrarsi ora. Spengo il pc, controvoglia. Bevo un caffè. E sarò brillante, prometto.

Del limbo burocratico, dei miei tempi e di altri pensieri

Kafka: la burocrazia è timida come le ragazzine. Ma a me pare che la burocrazia sia piuttosto ritardata come i treni di trenitalia e i burocrati (me ne voglia BoldItalic che ovviamente in quanto mio legale di fiducia non appartiene alla categoria, sebbene lui insista per considerarcisi) quasi quasi come l’impiegato della biglietteria di pz che ogni volta mi sbaglia il biglietto e io gli lascio anche il numero del treno che voglio. Ma non inacidiamoci che sennò il caffè che ho appena preso mi risale su e il metabolismo mi si rallenta ancora e posso pure scordarmi dei pantaloni taglia 40 che ormai giacciono da un pò sul fondo dell’armadio (anche perchè sono estivi e non mi pare più il caso). Piuttosto, preoccupiamoci del fatto che mentre scorrono inesorabili queste ore, si avvicina inesorabile pure la nottata che, come quella appena passata tra venerdì e sabato, ho passato insonne. E non si trattava di divertimento, a meno che qualcuno non trovi estremamente eccitante guardare una stampante a getto d’inchiostro da museo che getta l’inchiostro qua si e là no, e tira il foglio mai che fosse una volta – e dico una – in modo da far venire la stampa dritta…e ancora oltre va’ la mente e sfogliando e leggendo mi fa pensare. Perchè in questo tempo di partire che ancora tarda ad arrivare (uff) non è mancato proprio nulla se non, forse, l’interesse reale e non virtuale per quello che io sto facendo…Ma come al solito, di un’altra storia sto blaterando e non me ne vogliano i miei amici ma si continua a ripetere la felicità per me ma non con me…

Sarà che sarà, io credo che approfitterò, per andarmene via, di un volo low-cost (che speriamo sia proprio low-cost), tanto per parafrasare Antoine De Saint Exupery…e chissà che lì non trovi qualcuno che sia capace di addomesticarmi…

Trés bien

Ma poi, l’occhio cade su una postilla piccola piccola…

Poi mi torna il sorriso e anche mamma si tranquillizza…

Insomma…

tutto bene…:)

Il cielo è grigio

E’ faticoso. Vado a letto tardi e mi sveglio ancor prima di essere riposata. Sono piena di buona volontà per questo inizio di settimana. sono convinta che è tutto semplice e di facile risoluzione. Il buon umore non mi lascia mentre studio, scrivo, traduco, stampo ed esco, certa di completare in modo fruttuoso la mia mattina. Poi…poi basta un nonnulla e torno in me. Torna la vecchia me, quella complicata e severamente asserragliata dietro tutte le possibili regole esistenti al mondo. E ho l’ansia. Io non voglio avere l’ansia, io voglio essere serena, perchè in cuor mio so bene che non è poi così complicato. Nulla è poi così complicato. Forse avrei dovuto smettere molto prima di quanto io non abbia fatto di leggere Kafka. Continua a tormentarmi l’idea dell’inflessibilità delle regole etc etc…E mi spavento.

E poi, l’ansia di mamma e papà, comprensibile e giustificabile…il loro voler sapere da me ogni cosa, ogni dettaglio. E io non so rispondere. E capisco che mamma si  sente forse anche un pò in colpa…perchè ogni cosa devo farla da sola. Ogni difficoltà devo affrontarla da sola. Ma io lo so e ci sono così abituata che ormai non ci faccio più caso. E’ brutto ammettere di avere quest’abitudine. Questa è un’abitudine che vorrei perdere. Solo per avere qualcuno ad occuparsi di me.

Ed è cominciato pure a piovere.