BRIVIDI

Mentre da lontano guardi i viali e non ci sono più foglie per terra, e l’aria è proprio quella dell’inverno, mentre da lontano guardi il sole salire ed il cielo diventare più azzurro, mentre prenoti il tuo volo per tornare a casa, mentre sei fiera nella metro perchè qualcuno canta in Italiano, mentre compri la Barilla e prepari il caffè con la tua moka

ecco, mentre tutto questo accade, ti vergogni un pò per quei tuoi connazionali incivili che perdono la testa.

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Un'isola che non c'è

  Vorrei prendere le forbici e tagliare questo cordone ombelicale. Ma è così forte e radicato in me che a nulla valgono tutti i discorsi che so fare e so pensare. Oltre quelli che so ascoltare. Così, con tanta pazienza ed ogni volta un po’ di speranza, mi avvio ad onorare il compleanno della cugina quindicenne così diversa da me, che pensare di avere lo stesso sangue mi pare davvero strano. Mi ritrovo immersa nei miei pensieri in un soggiorno di parenti. La pizza sul tavolo, la mangio con inerzia e per inerzia. Sono lontana. Inevitabilmente, siamo tutti lontani, costretti lì da stupide forme che non condivido e a cui mi adeguo. E che tento di difendere, in macchina con mia madre, strenue sostenitrice della famiglia patriarcale a tutti i costi. Sono il solito avvocato delle cause perse. Perché predico bene e razzolo malissimo. Tanto che ho riempito la mia valigia di regali per loro, per la famiglia. Regali scartati senza entusiasmo, senza gioia. Il santo Natale senza spirito. Piuttosto, solo tanto alcool per renderlo asettico il più possibile. E mentre la mia vita può prendere pieghe diverse, mi ritrovo a ripensare ai fantasmi ed agli scheletri. E tutti mi dicono che di possibilità non si campa. E ho paura davvero, allora. Perché possibilità, in questo momento, ne ho parecchie. E non lo so se voglio scegliere. Come con il menu davanti, preferirei che qualcuno mi desse un suggerimento. Le birre non le conosco mai.

Un altro anno. Un anno in cui birre ne ho bevute parecchie. Ed anche caipiroska e vodka lemon. E sangria e chissà che altro. Il mio fegato è tranquillo, ed il mio cuore anche. In un anno di rivoluzione, chiuso un fidanzamento storico, montato una tenda, pianto ad un concerto, fatto il bagno alle 8 del mattino da sola in un mare silenzioso, aperto un blog, riempito di cazzate, scattato non ho assolutamente idea di quante foto a tutti i cieli che ho visto – le mille forme dello stesso cielo – spostato i mobili nella mia camera e scelto – quasi – il mio tatoo, caduta da un muretto – cicatrici mie testimoni – imparato a mangiare tutto – anche di più, ma mai niente che arrivi dal mare – litigato mille volte con tutte le amiche che ho, per poi scoprire – ma non sempre – che amiche si rimane, adottato genitori e innamoratami mille volte per un momento solo, preso un aereo e partita, ora eccomi qui. Con la voglia di comprare qualcosa di nuovo da indossare, sapendo che sarà il solito stress difronte allo specchio del camerino. Pensando a chi è lontano, e, for instance, vorrei avere vicino stasera e magari non solo stasera. Pensando a chi è passato e se n’è andato. A chi vorrebbe tornare, ma forse è troppo tardi. Pensando a chi è arrivato al momento di capovolgere il tavolo e rischiare. Pensando. Alle 4 del mattino, i cani abbaiano, i cuginetti dormono nella stanza sotto la mia. Non ho sonno.
Un altro anno se ne va. E quello che vorrei è dire grazie. A chi era con me mentre bevevo le birre ed il resto. A chi ho allontanato, dopo l’amore. A chi ha montato la tenda con me. O forse, l’ha montata mentre io guardavo…A chi legge il mio blog, e mi lascia il buongiorno. A chi è con me nelle foto. A chi mi ha soccorso quando sono caduta. A chi mi ha adottato come figlia. Alle amiche che ci sono e a quelle che non ci sono. A tutti quelli di cui mi sono innamorata. Per un momento solo.
Un altro anno arriva. E quello che vorrei è viverlo, senza rimorsi, senza rimpianti. Con altre mille vite, se potessi. Perché ogni lasciata è persa. E vorrei non perdere niente e nessuno. E quello che vorrei è raggiungere dei traguardi. E vedere altri raggiungere questi traguardi prima di me….che magari ci scappa pure un bouquet…Quello che vorrei è mangiare tantissimo e non ingrassare. Quello che vorrei è svegliarmi domani e parlare così bene il Francese che ogni possibilità può essere soltanto realtà. Quello che vorrei è…vorrei tante cose. Non lo so nemmeno…
Vorrei essere Peter Pan. 

Questo è un post davvero abbastanza inutile…

Due piccolissime banalissime cose:

Uno, la foto postata per Gabriele (come promesso)

Tennis

Due: STANNO ARRIVANDO I MIEI CUGINETTI MODENESI…non li vedo da quattro anni e ho una gran voglia di abbracciarli

P.S. Felice di aver incontrato chi ho incontrato stamane…e c’è qualcuno che aspetto a Parigi…

Aderisco. In ritardo ma..comunque.

Lo so, sono in ritardo. Ma connettermi ad Internet ieri è stato impossibile. Allora, anche se è soltanto 2 Dicembre, manifesto comunque la mia adesione alla campagna "Blog uniti contro l’AIDS".

1AIDS2AIDS3AIDS 4AIDS

In occasione della giornata mondiale della lotta all’AIDS abbiamo voluto unirci e colorare le nostre pagine di un rosso speranza.L’iniziativa “Blog uniti contro l’Aids” nasce da un’idea di “drowned_world.ilcannocchiale.it” ed è stata sostenuta volentieri da tutti noi troppe volte uniti da conflitti ideologici dettati dalle diverse passioni e interessi.Uniti e abbracciati tra le parole dei nostri giardini segreti,dedichiamo un pensiero silenzioso a tutte le vittime di questo terribile olocausto.

 http://drowned_world.ilcannocchiale.it/
http://desaparecidos.ilcannocchiale.it/

http://camomillo.ilcannocchiale.it

www.marcusweit.splinder.com

http://conte.ilcannocchiale.it/
http://www.amichedelginlemon.ilcannocchiale.it/
http://www.markino.ilcannocchiale.it/
www.stellakeride.splinder.com
http://www.penelope1951.ilcannocchiale.it
http://www.ilpertugio.ilcannocchiale.it/
http://princesa.ilcannocchiale.it/
http://maoundo.splinder.com/
http://ilsigna.ilcannocchiale.it
http://www.lupoabruzzese.ilcannocchiale.it
http://gbestblog.ilcannocchiale.it
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piccola

Che bello aver rivisto Eleonora dopo tanto tempo. Meno male che in giro qualche persona intelligente come lei esista ancora. Se fossero tutti così, tornerei al Liceo immediatamente.

Mi sento un pò addomesticata, stasera. Come la volpe del Piccolo Principe. Vado a nanna…

LUNEDI' – una splendida giornata!

C’è chi si lamenta di una terribile domenica passata a lavorare subendo gli insulti gratuiti di perfetti sconosciuti. C’è chi si lamenta di una tediosa domenica passata senza combinare nulla.

Giusto. Ma oggi è lunedì, iTunes ha messo solo pezzi che volevo sentire, il cielo è azzurrastro e di nuovo ho dormito più del dovuto. Eh va bè. Ora…Ora devo sbrigare delle pratiche fondamentali, che hanno a che fare con i clic che ti cambiano la vita. Mah! Vado a prepararmi, sarà una lunga e ansiosa mattina. Ma…

E’ lunedì!!!! Una settimana straordinaria mi aspetta…

FAME

Senza un posto, non so dove sedermi. La tavola imbandita è circondata da parenti sconosciuti. Alcuni nemmeno parenti, credo. L’aria è fredda. E non sento la festa. Non servono i palloncini rosa conficcati nei vasi dei geranii. non servono le bandierine con su scritto "Buon compleanno". Non sono lì con la mente.

Così, per ingannare il tempo e riempire il silenzio di parole che non ho da dire, riempio il piatto oltre misura. Mangio, anche se non ne ho voglia, anche se non mi piace. Mangio di corsa. Ho aria nella pancia adesso. Mangio per affrettare i tempi, così arriverà prima la fine.

La piccola Ale è bella, con quel suo visino pienotto e roseo e i capelli sempre più chiari. Sorride e apre il suo regalo insieme a me. Mi si stringe il cuore quando sorride. E’ così felice mentre spegne le candeline e tutti applaudono per lei. Io non riesco nemmeno a cantare "tanti auguri".  E’ felice mentre se ne va in giro con quel carrello della spesa che mia madre le ha comprato e io le ho montato per ingannare il tempo e riempire il silenzio di parole che non ho da dire e non riempire la pancia ancora di più. 

Cresce la sua sorellina dentro la mamma.

Questa la sua festa di compleanno. Avrebbero dovuto esserci solo lei e la mamma e il papà.

Tutta quella gente non c’entrava niente. Ma non ho il diritto di dirlo. Forse neanche di pensarlo.

Col cuore in mano scappo via. La mia gamba stasera pulsa più del solito. Voglio solo andare lontano.

Felice compleanno, comunque, piccola Alessandra.

Pensiero delle 10.12

SMS  in arrivo: Lu’ ho deciso, da lunedì dobbiamo fare Stabilità…ce la dobbiamo fare.

Sono d’accordo. E vabbè che non dovrei pensare a un cazzo ora. Ma ce la dobbiamo fare. Ce la possiamo fare. E pazienza se trascurerò qualcos’altro. Telerilevamento mi chiama in questa grigiastra mattina di inizio weekend. E io risponderò.

Sono agguerrita. Vado.

Che post inutile. Prima mi berrò un caffè.

CUCINA

Questa non è la puntata numero 3 della serie "elettrodomestici" – che pure arriverà a breve…brevissimo termine – ma è finalmente il parto che c’è stato. Avremo prestissimo una cucina nuova in casa. Quello che mi preoccupa, ora, è quanto lavoro c’è ancora da far: definire i dettagli, definire i dettagli, definire i dettagli….E mia madre che quanto parla! Penso di meritare un premio per tutto il tempo che sto passando con i miei in questi giorni (andare in giro in auto con lei è uno strazio: se guida lei, ci vuole un’ora per spostamenti di 10 min. Se guido io non posso: 1. tenere i finestrini troppo aperti. 2. la musica ad alto volume (alto per lei ovviamente è quello che per me è basso) 3. superare le lumache. 4. accelerare e avere una velocità superiore ai 40km/h 5. stare in silenzio per i fatti miei.) E vi assicuro, malpensanti, che mi sto comportando davvero bene.

Ma stamattina ho le labbra strane. Mi sento boh…come se fossero gonfie. Ma che mi sarà successo durante il sonno? Ah..forse ho capito..mi sarà successo qualcosa mangiando i granoni. Possibile?

CINQUE MIE STRANE ABITUDINI

Sto sorridendo da sola…Ma che mi sarà mai successo? Ora me ne vado un pò in giro…c’è il sole, ed è il primo sabato di settembre. Ho voglia di divertirmi oggi. Che si prospetterà per il resto della giornata?! Se avete suggerimenti, pronta ad accoglierli…

P.S. Ora comincio un giochetto, che dovrebbe essere una catena…ma non mi è stata mandata da nessuno, l’ho trovata, mi piace e ci gioco. Per farla diventare una catena dovrei "passare la palla" a cinque amici-blogger. Ma non sono così cattiva. Però….mi farebbe piacere se qualcuno ci provasse… (bisogna titolare il post così come è titolato il mio…e poi…scrivere…

 

  1. l’ultima pillola di internet appena prima di dormire. Poi spengo. E qualche volta riaccendo.
  2. Fare facce strane quando assaggio una bevanda alcolica troppo forte o troppo disgustosa.
  3. Contare tutti i gradini delle scale che percorro. E ve lo dimostro. A casa mia ce ne sono 10 per rampa, tranne la prima che ne ha sette. In facoltà i gradini sono 11 per rampa. Altri…bè…queste sono le scale che percorro di solito!
  4. Bere l’acqua a tavola in una delle mie innumerevoli mug. Mette allegria. E bere il latte nei bicchieri di vetro. E il caffè shakerato in altri bicchieri ancora, che hanno le margherite e i petali svolazzanti.
  5. Bere l’acqua al mattino, a digiuno. Ormai non posso farne a meno. E non è poi un’abitudine così strana. E me l’ha insegnato Lavira.