dicembre

L’Avvento in effetti va sempre più veloce di quello che ci si aspetti, ma quest’anno mi sembra abbia avuto un’accelerata pazzesca. Banale, banalissimo, ma mi sembra ieri che ancora cercavo di progettare il mio calendario e le caselline, pouf, tutte aperte. Sembrava ieri che facevo la lista delle cose da fare e, pouf, contenta o no, a metà o no, tutto fatto.

Bah, un pò già ho nostalgia. Ora che metto il mio Gesù Bambino nel mio presepiuccio sento che avrei voluto godermelo di più, con più calma, con più respiro, con più tempo, con un tempo più dilatato.

Va bè, è andata così quest’anno. Ora che l’attesa è finita, però, ed anche se breve,  è stata comunque piacevole, ecco, ora è arrivato il tempo del Natale, e sono nel mood giusto per godermelo del tutto.

Prima che arrivi l’anno nuovo ed un vento di cambiamento.

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Autunno

I programmi di settembre sono andati a farsi benedire. Si può fare un refresh e iniziare da ottobre?

andar per mercati

Approfittando del sole, in questi giorni ho passeggiato parecchio in giro per il quartiere e per la città con il mio pupetto, che peraltro spesso riesce a camminare da solo senza protestare per tratti abbastanza lunghi.

Tra queste passeggiate, una l’abbiamo dedicata al mercato che c’è in zona il lunedì. Trovo affascinanti i mercati, anche se faccio fatica a comprare, confusa tra la molta gente, la troppa merce esposta, spesso anche in modo confusionario, imbarazzata dalle pratiche di contrattazione che proprio non riesco ad imparare, ma nonostante questo mi piace passeggiarci.

Il mercato che c’è il lunedì si trova in un pezzo di città decisamente multietnico, uno di quelli in cui si vedono anche donne con il burka, poche a dire il vero. A differenza del mercato che frequentiamo di solito, molto più piccolo ed ancora molto più nazionale, qui anche i commercianti sono per la maggior parte stranieri. Qui trovo una cosa che non ho visto altrove, dei banchetti piccolissimi, tenuti da ragazzi molto giovani, che vendono soltanto prezzemolo e basilico, rucola, limoni o poco altro.

E poi, quanta dedizione. Un paio di venditori avevano addobbato il loro banco in maniera eccezionale e fantasiosa, impilando frutta e verdura in un mix di colori e forme davvero speciale. Già solo questo è bastato a rendere la mia giornata migliore.

shopping e umore

Ho comprato due t-shirt. Semplici semplici, solo due scritte sopra, proprio quelle che mi hanno spinto a comprarle.

Zen. Take time.

Semplici, giusto per ricordare il da farsi.

:: ::

Già, c’è stato un momento in cui questo posto è diventato poco abitato. E’ stato quando due cose mi sono successe: da una parte, la mia vita on line e la mia vita off line hanno cominciato ad essere molto meno distinte, e dall’altra la vita off line è diventata più impegnativa, perchè legata ad altre persone, fidanzato-marito prima e pupo dopo.

A questo si aggiunga anche che bè, lo dicono tutti, la rete è cambiata e il mondo dei blog non è certo più quello di splinder, e nello stare al passo con la vita off line ho perso la mano con quella on line. E’ successo così che ho smesso anche di usare twitter, non ho più rinnovato il mio abbonamento su flickr e così via.

E poi, l’altra grande verità, diciamolo in questa notte di mezza estate che sembra autunno, è che ho una identità confusissima. Off line non so più chi sono – e tanto meno chi voglio diventare. On line non so. Voglio rimanere una blogger che racconta momenti e pensieri o voglio essere la stessa che esiste off line? Voglio portare on line il lavoro? O magari è on line che devo trovare un’identità professionale che mi dia anche pane?

Vabbè, l’ho scritto. Magari nella rete qualcuno abbocca e mi risponde, illuminandomi.

(intanto, come sempre, :: building ::

Il punto di partenza

Complice ‘sta cavolo di impostazione un pò ingegneristica della vita, complice una struttura genetica che è quella che è, io mi immagino sempre che quando bisogna cominciare qualcosa, bisogna farlo da zero, dal via, dalla linea dello start, insomma, come dire, bisogna prepararsi alla partenza e questa preparazione sembra presupporre un reset di quello che c’era prima.

Eppure, lo vedo intorno a me che una roba così non è molto ragionevole. Insomma, lo sforzo per azzerare tutto forse è maggiore del fare il primo passo.

Allora mi sono detta che può valere la pena fare un primo passo, cominciare da qui, da questo spazio impolverato che ho però costantemente in mente, così, senza fare troppe pulizie, ma partendo da quello che c’è. In fondo, il punto in cui sono, che sia di partenza o di mezzo percorso, è comunque il punto di arrivo di tutto quello che è stato, e non c’è cesura, ma uno scorrere fluido.

Non devo vivere a compartimenti stagni, ma sommando ogni piccola cosa, sì, forse è quello che c’è da fare, in un fluire un pò più sereno.

Mentre l’acqua bolle

Riappropriarsi della sera sembra una conquista estrema. Vivo ogni istante guadagnato sperando che duri ancora a lungo, e cerco di esaudire tutti i piccoli desideri. Leggere, guardare un pó di tv, bere una tisana, rifare la manicure, scrivere, spuntare le mille voci delle mille liste di cose da fare facendole….
Il pupo dorme nel suo lettino e io sono riuscita a conquistare un pò di tempo. Serenità.

con lo sguardo di ogni giorno

004

I paesaggi danno forma alle nostre vite, plasmano il nostro carattere, definiscono la nostra condizione umana e se sei attento acuisci la tua sensibilità nei loro confronti, scopri che hanno storie da raccontare e che sono molto più che semplici luoghi. Wim Wenders.

cin cin

Impossibile. Ci ho provato diverse volte in questi giorni, ma alla fine non ce l’ho fatta a scrivere un post di bilanci. Sarà che proprio non è nelle mie corde. Un ultimo post del 2014, però io voglio scriverlo lo stesso a tutti i costi, mentre Napolitano finisce il suo discorso e in cucina si ultimano le fritture.
Un post per il 2014, che è arrivato senza che ancora capissi quello che mi avrebbe portato, eppure ce lo avevo già nella pancia.
Il 2014, un anno a partire dal quale ho cominciato a contare. una milestone. L’anno in cui sono diventata mamma.
 
Quest’anno speciale si chiude, ed è stato un anno meraviglioso, ma meraviglioso non è l’unico aggettivo.
Un anno ricco di stupore, un anno ricco di nuove scoperte. Un anno di nuove ansie e di nuove paure. un anno di cambiamenti. Nuove abitudini, tanto più abitudinarie, senza le quali non riesco più a gestire la giornata. Un anno in cui tutti i programmi devono essere validati da lui, dal pupo-grande capo, che dispone del mio tempo e delle mie energie.
2014, un anno in cui ho consumato tanta tanta energia (e anche tante calorie, grazie allattamento che mi permetti di mangiare così tanto e pian piano rientrare nei vecchi vestiti).
 
Grazie, quindi, all’anno passato.
 
Per te che arrivi, 2015, ho tanti buoni propositi e tante speranze. Aspetto di stappare una bottiglia e brindare a te che arrivi e a me, che, un pò affaticata, un pò spaventata, un pò troppo ansiosa, comunque ci sono arrivata, e ci sono arrivata felice. Per te che arrivi, 2015, ecco, sappi che qualunque cosa succeda e qualunque cosa io faccia, ogni giorno vado a dormire ed ogni giorno mi sveglio felice, perchè so di non essere sola, anche quando mi sento tale, e sento che tutti intorno a me si impegnano davvero tanto per rendermi felice.
Insomma, mentre arrivi, 2015, io aspetto di stappare una bottiglia e brindare a te e a tutti quelli intorno a me. Che sia per tutti noi un anno felice, pieno di energia e di vita.